Le caratteristiche dell’Imprenditore

Quali sono le caratteristiche dell’imprenditore?

Quali sono i requisiti per diventare un imprenditore?

L’articolo 2082 del codice Civile descrive l’imprenditore, come colui che “esercita professionalmente un’attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni e servizi”.

Per legge un soggetto può essere definito imprenditore, colui che: possedendo un’attività economica organizzata, o meglio, con un insieme di fattori produttivi, macchinari, locale e collaboratori, produce beni o servizi, professionalmente, cioè con una certa abitualità e continuità nel tempo, per il mercato.

L’attività di produzione di beni o servizi deve essere rivolta al mercato.

Quindi, l’imprenditore deve possedere le competenze tecniche e specifiche necessarie per produrre i prodotti o i servizi, oggetto della propria attività economica; ma l’obiettivo dell’imprenditore non è creare prodotti o servizi, bensì creare valore per il mercato, creare valore per i propri clienti.

Le competenze tecniche dipendono dalla formazione del soggetto,(aspirante imprenditore), dagli studi effettuati, dalle esperienze lavorative e dai corsi di formazione frequentati.

Le competenze tecniche si possono acquisire o anche migliorare, attraverso dei corsi di studio, attraverso esperienze lavorative o corsi di formazione professionali.

Però, per diventare imprenditore non è sufficiente possedere solamente le competenze tecniche, ma è necessario possedere altre caratteristiche personali:

Prima di tutto la passione, si la passione per il proprio lavoro: amare il proprio lavoro: l’entusiasmo e la convinzione in quello che si fa.

Sentirsi bene e soprattutto sentire la soddisfazione di risolvere un problema, di soddisfare un’esigenza o realizzare il desiderio di un cliente.

Poi c’è la tenacia, perché fare impresa è come correre una maratona, una lunga corsa ad ostacoli.

Bisogna avere la capacità di convivere con l’incertezza, avere un’alta propensione al rischio, perché creare qualcosa di nuovo, innovare, significa viaggiare su una strada mai percorsa.

Il rischio è una componente dell’impresa stessa e spesso è una componente incontrollabile:

(Come l’ambiente, il costo del lavoro, il comportamento dei fornitori, i prezzi delle materie prime, la tecnologia, il comportamento degli acquirenti, il comportamento dei concorrenti, il fisco, la burocrazia e le norme da rispettare,.. in continua evoluzione,.. ma il rischio può dipendere anche dalle scelte gestionali.)

Poi c’è la Visione e la Curiosità dell’imprenditore, la capacità di individuare una opportunità dove altri vedono solo un problema, e l’istinto che guida alla scoperta di nuove informazioni, perché i curiosi hanno la capacità di innovare.

Poi c’è la capacità di adattamento al cambiamento, o meglio, la flessibilità, la capacità di affrontare le novità di un mercato in continua evoluzione.

E quindi la capacità di pianificare e prendere decisioni: per pianificare gli obiettivi e prendere le decisioni in tempo, ovvero la capacità di trasformare obiettivi in strategie.

E anche la motivazione e la persuasione: la capacità di trasmettere, di condividere con i collaboratori, con i fornitori ma soprattutto con i propri clienti, la passione e l’entusiasmo nel proprio lavoro.

Ed inoltre, la capacità di sapersi mettere nei panni dei clienti, dei collaboratori e dei fornitori, o meglio l’empatia, necessaria per risolvere problemi e comunicare con efficacia.

E quindi, la capacità di comunicare in modo efficace con i clienti, con i collaboratori e con gli investitori. Saper comunicare e condividere gli obiettivi, la strategia, la passione e l’entusiasmo.

Ed infine e soprattutto è necessario avere la fiducia in se stessi: essere convinti per convincere gli altri. La capacità di affrontare le difficoltà senza farsi scoraggiare: o meglio la sicurezza.

Concludo dicendo che, l’elenco delle caratteristiche dell’imprenditore, o meglio dell’imprenditore di successo è molto più lungo di quello che ho esposto, ma non è mai troppo tardi per acquisirle, per costruire le capacità, le competenze e le caratteristiche per diventare un imprenditore, un imprenditore di successo.

Come finanziare un’impresa: con l’Equity Crowdfunding

Cos’è l’Equity Crowdfunding?


L’Equity Crowdfunding rappresenta una forma di raccolta di capitali attraverso piattaforme web, che consente agli investitori potenziali di sottoscrivere azioni e/o quote di Piccole e medie Imprese, diventandone soci a tutti gli effetti.


In questo modo le imprese riescono a reperire i fondi necessari allo sviluppo dei propri progetti mentre gli investitori hanno la possibilità di investire il proprio denaro in attività imprenditoriali ad alto potenziale di crescita.


Quali sono i requisiti di accesso per le imprese?


Inizialmente, la legislazione italiana aveva stabilito che l’accesso alle piattaforme abilitate alla raccolta di capitali fosse riservato soltanto alle Start up e alle PMI innovative.

La situazione invece risulta ora modificata, a seguito degli interventi normativi apportati dapprima con la legge di stabilità 2017 (legge n. 232/2016), poi con i correttivi introdotti con il d.l. n. 50/2017 e con il d. lgs. n. 129/2017, di attuazione della direttiva 2014/65/UE.

Per individuare le piccole e medie imprese rilevanti ai fini dell’equity crowdfunding il regolamento UE n. 1129/2017 ha stabilito che possono definirsi piccole e medie imprese quelle società in possesso di almeno due su tre dei seguenti criteri, in base al più recente bilancio annuale o consolidato:

° numero medio di dipendenti nel corso dell’esercizio inferiore a 250;

° totale dello stato patrimoniale non superiore a 43.000.000 di euro;

° fatturato netto annuale non superiore a 50.000.000 di euro.


Quali possono essere gli offerenti?


° le piccole e medie imprese(come definite dall’art. 2, par. 1, lett. f), primo alinea, del regolamento UE n. 2017/1129);

° la società start-up innovativa, compresa la start-up a vocazione sociale e la start-up turismo (come definite rispettivamente dagli artt. 25, commi 2 e 4 e 11-bis del d.l. n. 83/2014, convertito con modificazioni dalla l. n. 106/2014);

° la piccola e media impresa innovativa – “PMI innovativa” (come definita dall’art. 4, comma 1, del d.l. n. 3/2015, convertito con modificazioni dalla l. n. 33/2015);

° l’organismo di investimento collettivo del risparmio – “OICR” – che investe prevalentemente in piccole e medie imprese (come definito dall’art. 1, comma 2, lett. e), del decr. ministero dell’economia e delle finanze 30 gennaio 2014);

° le società di capitali che investono prevalentemente in piccole e medie imprese (come definite dall’art. 1, comma 2, lett. f), del decr. ministero dell’economia e delle finanze 30 gennaio 2014).

Quali possono essere gli investitori?


Sono coloro che investono nei progetti pubblicati sui portali di equity crowdfunding
Chiunque può decidere di investire il proprio denaro nei progetti presentati.

Il Regolamento Consob stabilisce che, per la buona riuscita della raccolta, una percentuale almeno pari al 5%(del 3% per le offerte effettuate da piccole e medie imprese in possesso della certificazione del bilancio e dell’eventuale bilancio consolidato, relativi agli ultimi due esercizi precedenti l’offerta, redatti da un revisore contabile o da una società di revisione iscritta nel registro dei revisori contabili) del totale dell’offerta deve essere sottoscritta da soggetti particolarmente qualificati, i quali possiedono adeguati strumenti professionali per valutare la qualità delle singole offerte.
La campagna di equity crowdfunding si considera conclusa con successo se viene raccolto almeno l’obiettivo minimo prefissato. In assenza di uno dei due presupposti, l’offerta non si perfeziona ed i fondi raccolti durante la campagna vengono restituiti ai sottoscrittori.

Fare impresa nel fermano

Dal turismo, al terziario, all’artigianato, quale attività economica possiamo intraprendere nella provincia di Fermo?

Non si esportano solo merci, si possono “esportare” anche la bellezza dei luoghi, i paesaggi meravigliosi, città d’arte e spiagge. E l’Italia possiede un immenso tesoro paesaggistico, storico, culturale ed artistico.

Questo è turismo, ed è un settore con una enorme potenzialità di crescita, e rappresenta una delle maggiori “industrie” italiane.

La provincia di Fermo con le sue splendide località balneari, e i sui pittoreschi borghi della collina fermana, rappresenta un valido esempio di luogo da esportare, cioè da visitare.

Infatti, il territorio fermano ha una forte vocazione turistica, con sevizi all’avanguardia garantiti da un ottimo sistema ricettizio, alberghi, ristoranti, pizzerie, chalet e bar gelaterie.

E non solo, caratterizzata da elevati livelli di qualità della vita, la provincia di Fermo è un’ottima destinazione dove trasferirsi per vivere meglio.

Inoltre, il territorio fermano fa parte del distretto industriale della calzatura, e quindi si caratterizza per una forte presenza dell’artigianato, con un’antica tradizione nel settore calzaturiero.

La presenza di manodopera qualificata, ha permesso lo sviluppo della produzione di calzature di famose “griffe” come Loriblu, Tod’s, Hogan, Bikkembergs, e tanti altri, e un indotto importante di subfornitura di qualità per le aziende locali ed internazionali, nel quale è possibile sviluppare ulteriori filiere produttive.

Oltre al turismo e all’artigianato, nel territorio fermano sono in crescita le attività comprese nel settore terziario, ovvero l’insieme delle attività economiche che producono servizi e prestazioni rivolte a famiglie ed imprese, cioè:

  1. servizi di informazione, comunicazione e marketing;
  2. attività professionali scientifiche e tecniche;
  3. attività immobiliari e noleggio;
  4. agenzie di viaggio;
  5. attività finanziarie e assicurative;
  6. attività professionali e di consulenza;
  7. servizi di supporto alle imprese;
  8. attività artistiche e sportive;
  9. attività sanitarie e altri servizi sociali.

Piergiorgio Cianitto

Come trovare l’idea giusta

Ognuno di noi ha dei bisogni che vuole soddisfare, dei desideri da realizzare, e purtroppo, anche dei problemi da risolvere.

Trovare un prodotto o servizio che soddisfa un nostro bisogno, oppure che realizza un nostro desiderio, o anche, che risolve un nostro problema, significa trovare l’idea giusta.

Perché, se un prodotto può essere utile per risolvere un nostro problema, lo stesso prodotto può essere utile anche agli altri, che hanno a che fare con lo stesso problema.

Affinché un’idea diventi un prodotto o un servizio, utile a noi e agli altri, deve essere tradotta in un progetto d’impresa.

Citando un aforisma di Thomas Alva Edison (inventore ed imprenditore statunitense)

Il valore di un’idea sta nel metterla in pratica.

Ma anche la difficoltà di un’idea sta nel metterla in pratica, in quanto, per poter costruire un progetto di impresa, l’idea deve essere fattibile e sostenibile.

Ciò significa: possedere le competenze, le esperienze, le abilità e le capacità utili per poter realizzare il nostro prodotto o servizio, nonché le risorse economico – finanziarie necessarie per costruire il progetto.

Avere delle passioni, degli hobby, delle competenze professionali o delle esperienze di lavoro, sono elementi che ci aiutano a trovare la nostra idea di impresa, o meglio, ci aiutano a selezionare i prodotti o i servizi che siamo in grado di realizzare, in base alle nostre competenze.

Conoscere, invece, i bisogni, i desideri e i problemi nostri e degli altri, ci aiuta a capire quale delle nostre idee sviluppare, in quanto incontra i gusti dei potenziali clienti.

Uno strumento fondamentale per lo sviluppo di un’idea imprenditoriale è l’analisi di mercato, la quale si compone tipicamente di due fasi: l’analisi della domanda e l’analisi dell’offerta.

Attraverso l’analisi della domanda, cerchiamo di comprendere le caratteristiche del mercato di riferimento: quindi lo scopo principale è capire chi sono e come si comportano i potenziali clienti interessati al nostro prodotto o servizio.

Attraverso, invece, l’analisi dell’offerta, cerchiamo di comprendere l’offerta già presente nel mercato di riferimento per lo stesso prodotto o servizio. Quindi cerchiamo di capire il posizionamento ed il comportamento della concorrenza.

Quindi, l’obiettivo dell’analisi di mercato è permetterci di avere la consapevolezza delle opportunità che il mercato ci riserva, e nello stesso tempo, di conoscere i suoi possibili rischi.

Piergiorgio Cianitto