Come diventare stilista

Per tutti coloro che hanno il desiderio di lavorare nell’industria creativa della moda:

Stilista: chi è e cosa fa?

Quali caratteristiche deve avere?

Quali competenze deve possedere?

Come diventare Orafo

Per tutti coloro che vogliono lavorare nel mondo dei gioielli.

L’Orafo: chi è? cosa fa?

Quali caratteristiche deve avere?

Quali competenze deve possedere?

Quale è l’iter burocratico per aprire un laboratorio orafo?

Come diventare stilista

Stilista: chi è e cosa fa?

Per tutti coloro che hanno il desiderio di lavorare nell’industria creativa della moda, la figura dello stilista esercita da sempre un forte fascino.

Lo stilista è una figura creativa che crea vestiti e modelli, e non solo, disegna e crea una collezione di moda, d’abbigliamento e accessori, esprimendo il proprio stile inconfondibile.

Può essere assunto da aziende tessili e di abbigliamento, o lavorare in proprio.

La strada per diventare stilista non è affatto semplice: necessita di un percorso formativo che richiede molto impegno e determinazione.

Il talento e la passione, sono indispensabili, ma da soli non bastano.

Quali caratteristiche deve avere uno stilista?

Per poter intraprendere al meglio la professione, lo stilista deve possedere alcune caratteristiche fondamentali:

  1. La creatività legata ad un forte senso dell’immaginazione;
  2. Il senso della moda e la capacità di interpretare lo stile;
  3. Spirito d’iniziativa, capacità di analisi e predisposizione alla collaborazione;
  4. Senso estetico e attenzione al dettaglio;
  5. Curiosità e capacità di scoprire nuove tendenze, e conoscenza dell’industria della moda;
  6. Tenacia e disponibilità a lavorare molto.

Quali competenze deve possedere?

Lo stilista deve essere dotato di competenze multidisciplinari che vanno dalle nozioni base per riconoscere i tessuti, abbinare i colori ed imparare le tecniche di disegno creativo, a una conoscenza approfondita che spazia dallo stile, al design; dall’arte, dalla progettazione, dalla tecnica, dai processi produttivi e commerciali alla conoscenza dell’area marketing e comunicazione.

Quali sono, invece, le competenze tecniche e pratiche : sono il disegno, l’illustrazione digitale, la modellistica e la prototipia, l’utilizzo di software e programmi specialistici di settore, nonché la merceologia dei materiali, e le tecniche artigianali e industriali di lavorazione.

Quindi per diventare stilisti è necessaria una formazione specifica presso un istituto di formazione con una specializzazione in design di moda.

Da diversi anni in Italia sono attivi corsi di formazione triennale orientati verso il mondo della Moda, organizzati da Centri di formazione professionali pubblici e da enti privati.

Corsi di Laurea in Design e Discipline della Moda sono presenti, anche all’interno delle Università, con la possibilità di ottenere un titolo professionale riconosciuto in tutto il mondo.

Ovviamente, per un’ottima formazione professionale, occorre svolgere tirocini, stage ed esperienze lavorative all’interno di case di moda, sartorie o presso aziende.

Come diventare stilista di scarpe?

Per diventare un designer di scarpe occorre intraprendere un corso di formazione di moda e design, meglio se specifico per la creazione delle calzature.

Corsi di moda e di design della durata di tre anni possono essere seguiti da corsi di specializzazione in design delle scarpe.

Quindi, anche per diventare designer di calzature, bisogna fare più esperienza possibile, attraverso stage e tirocini. E’ molto importante passare del tempo in fabbrica, per imparare il processo di produzione.

Sia lo stilista di moda che il designer di scarpe possono lavorare in proprio.

Pertanto, l’attività svolta si può classificare come professionista o come artigiana.

Il professionista è colui che effettua consulenze in tema di design, invece l’artigiano realizza, produce i disegni di abbigliamento, di accessori o di calzature.

Chi si qualifica come professionista, dovrà aprire una partita IVA e iscriversi all’INPS gestione separata, e versare i contributi previdenziali in proporzione al reddito.

Colui che invece si qualifica come artigiano dovrà aprire una partita IVA, iscriversi all’Albo Artigiani presso il Registro delle Imprese, quindi all’INPS gestione artigiani, e iscriversi all’INAIL per l’assicurazione sugli infortuni sul lavoro.

Dal 1 aprile 2010 queste pratiche devono essere inviate telematicamente tramite il canale “comunicazione unica” al registro delle imprese.

Come aprire un’attività artigiana

Che cosa è una impresa artigiana

Ai sensi dell’articolo 2 della Legge Quadro 443/1985 è imprenditore artigiano colui che esercita personalmente, professionalmente e in qualità di titolare, l’impresa artigiana, assumendone la piena responsabilità con tutti gli oneri e i rischi che si riferiscono alla sua direzione e gestione e svolgendo in misura prevalente il proprio lavoro, anche manuale, nel processo produttivo.

Mentre l’articolo 3 della stessa Legge 443/85 stabilisce che l’attività artigiana deve essere rivolta alla produzione di beni, anche semilavorati, o di prestazione di servizi.

Quindi l’imprenditore artigiano, oltre a gestire l’impresa, deve lavorare personalmente ed in misura prevalente nel processo produttivo.

In base all’articolo 4 della Legge 443/85 l’impresa artigiana può essere svolta anche con la prestazione svolta di personale dipendente diretto personalmente dall’imprenditore artigiano, sempre che non superi determinati limiti dimensionali. Le imprese che non lavorano in serie, ad esempio, possono assumere un massimo di 18 dipendenti, il numero può essere elevato fino a 22.

Per l’esercizio di alcune attività artigiane è richiesto il possesso di specifici requisiti tecnico/professionali. Detti requisiti devono essere preliminarmente certificati dalla Commissione Provinciale per l’Artigianato. (Esempi di queste attività sono: l’acconciatore, l’estetista, il tecnico idraulico, l’installatore di impianti, ecc).

Pratiche amministrative e fiscali per aprire una impresa artigiana

L’attribuzione della partita IVA;

L’iscrizione all’Albo Imprese Artigiane, questo comporta l’annotazione dell’imprenditore in una specifica sezione della camera di commercio competente per provincia di appartenenza della sede legale dell’impresa;

L’apertura di una posizione contributiva, cioè l’iscrizione all’Inps, utile per il versamento dei contributi necessari per l’accesso al trattamento pensionistico;

L’apertura della posizione Inail, o meglio l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro.

Dal 1 aprile 2010 tutte queste pratiche devono essere inviate telematicamente tramite il canale “comunicazione unica” al registro delle imprese.

Le caratteristiche dell’Imprenditore

Quali sono le caratteristiche dell’imprenditore?

Quali sono i requisiti per diventare un imprenditore?

L’articolo 2082 del codice Civile descrive l’imprenditore, come colui che “esercita professionalmente un’attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni e servizi”.

Per legge un soggetto può essere definito imprenditore, colui che: possedendo un’attività economica organizzata, o meglio, con un insieme di fattori produttivi, macchinari, locale e collaboratori, produce beni o servizi, professionalmente, cioè con una certa abitualità e continuità nel tempo, per il mercato.

L’attività di produzione di beni o servizi deve essere rivolta al mercato.

Quindi, l’imprenditore deve possedere le competenze tecniche e specifiche necessarie per produrre i prodotti o i servizi, oggetto della propria attività economica; ma l’obiettivo dell’imprenditore non è creare prodotti o servizi, bensì creare valore per il mercato, creare valore per i propri clienti.

Le competenze tecniche dipendono dalla formazione del soggetto,(aspirante imprenditore), dagli studi effettuati, dalle esperienze lavorative e dai corsi di formazione frequentati.

Le competenze tecniche si possono acquisire o anche migliorare, attraverso dei corsi di studio, attraverso esperienze lavorative o corsi di formazione professionali.

Però, per diventare imprenditore non è sufficiente possedere solamente le competenze tecniche, ma è necessario possedere altre caratteristiche personali:

Prima di tutto la passione, si la passione per il proprio lavoro: amare il proprio lavoro: l’entusiasmo e la convinzione in quello che si fa.

Sentirsi bene e soprattutto sentire la soddisfazione di risolvere un problema, di soddisfare un’esigenza o realizzare il desiderio di un cliente.

Poi c’è la tenacia, perché fare impresa è come correre una maratona, una lunga corsa ad ostacoli.

Bisogna avere la capacità di convivere con l’incertezza, avere un’alta propensione al rischio, perché creare qualcosa di nuovo, innovare, significa viaggiare su una strada mai percorsa.

Il rischio è una componente dell’impresa stessa e spesso è una componente incontrollabile:

(Come l’ambiente, il costo del lavoro, il comportamento dei fornitori, i prezzi delle materie prime, la tecnologia, il comportamento degli acquirenti, il comportamento dei concorrenti, il fisco, la burocrazia e le norme da rispettare,.. in continua evoluzione,.. ma il rischio può dipendere anche dalle scelte gestionali.)

Poi c’è la Visione e la Curiosità dell’imprenditore, la capacità di individuare una opportunità dove altri vedono solo un problema, e l’istinto che guida alla scoperta di nuove informazioni, perché i curiosi hanno la capacità di innovare.

Poi c’è la capacità di adattamento al cambiamento, o meglio, la flessibilità, la capacità di affrontare le novità di un mercato in continua evoluzione.

E quindi la capacità di pianificare e prendere decisioni: per pianificare gli obiettivi e prendere le decisioni in tempo, ovvero la capacità di trasformare obiettivi in strategie.

E anche la motivazione e la persuasione: la capacità di trasmettere, di condividere con i collaboratori, con i fornitori ma soprattutto con i propri clienti, la passione e l’entusiasmo nel proprio lavoro.

Ed inoltre, la capacità di sapersi mettere nei panni dei clienti, dei collaboratori e dei fornitori, o meglio l’empatia, necessaria per risolvere problemi e comunicare con efficacia.

E quindi, la capacità di comunicare in modo efficace con i clienti, con i collaboratori e con gli investitori. Saper comunicare e condividere gli obiettivi, la strategia, la passione e l’entusiasmo.

Ed infine e soprattutto è necessario avere la fiducia in se stessi: essere convinti per convincere gli altri. La capacità di affrontare le difficoltà senza farsi scoraggiare: o meglio la sicurezza.

Concludo dicendo che, l’elenco delle caratteristiche dell’imprenditore, o meglio dell’imprenditore di successo è molto più lungo di quello che ho esposto, ma non è mai troppo tardi per acquisirle, per costruire le capacità, le competenze e le caratteristiche per diventare un imprenditore, un imprenditore di successo.

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