Inno alle Marche

 

Inno alle Marche

La Musica è di Giovanni Allevi ed il Testo di Giacomo Greganti.

Nel cuore avrò i monti azzurri,
Il mare e poi le verdi terre…
Regione mia, luogo d’arte e poesia,
se io domani dovessi andar via,
vivrei soltanto per ritornare..
Perché ogni giorno io penso a te

Ovunque vai, ritroverai
gente serena e libertà
Piccoli borghi e operose città
L’anima immensa del grande poeta
che ha illuminato la nostra vita
sempre vivrà per l’eternità

se ritorni
se ritorni
tu ritrovi il sorriso
la regione delle Marche:
il Paradiso

se rimani
se rimani
da domani vivrai
tutto un mondo di felicità

Ovunque andrai respirerai
un grande senso di dignità
I paesaggi del gran Raffaello
Puoi rivedere passando di qua
Sono le Marche la terra mia
Luogo di pace e di umanità

Le Marche di Guido Piovene

Guido Piovene, è stato uno scrittore e giornalista italiano, vissuto tra il 1907 e il 1974, celebre per aver scritto Viaggio in Italia, una straordinaria guida letteraria del nostro Bel Paese.

Nel suo reportage di viaggio, Guido Piovene si soffermò a descrivere il paesaggio marchigiano.

Di seguito ho trascritto alcune parti del capitolo che Piovene ha dedicato alle Marche:

Le Marche sono un plurale. Il nord ha tinta romagnola; l’influenza toscana ed umbra è manifesta lungo la dorsale appenninica; la provincia di Ascoli Piceno è un’anticamera dell’Abruzzo e della Sabina. Ancona, città marinara, fa parte per sé stessa. In uno spazio così breve, anche la lingua muta e ha impronte romagnole, toscane, umbre, abruzzesi, secondo i luoghi. Tanti diversi spiriti ed influenze, palesi anche nel paesaggio, sembrano distillarsi e compenetrarsi nel tratto più centrale, in cui sorgono Macerata, Recanati, Loreto, Camerino. Nessuna città marchigiana ha un vero predominio nella regione. Verso Bologna gravita il pesarese e parte dell’anconetano; il resto verso Roma, supremo miraggio per tutti.”

Più ancora dell’Emilia e dello stesso Veneto, le Marche sono la regione dell’incontro con l’Adriatico. Questo piccolo mare qui si spiega più intimo, più libero e silenzioso, con i suoi colori strani, che lo fanno diverso da tutti i mari della terra. Parlo di certi verdi freddi, grigi traslucidi, azzurri striati di rosso, che ricordano i marmi pregiati e le pietre dure. A differenza del Tirreno, l’Adriatico ha colori rari ed eccentrici, il gusto dell’anomalia. Si direbbe che le acque si propongano di imitare materie preziose ed estranee. E la collina marchigiana, volgendosi verso l’interno, è quasi un grande e naturale giardino all’italiana.”

Se si volesse stabilire qual è il paesaggio italiano più tipico, bisognerebbe indicare le Marche, specie nel maceratese e ai suoi confini.”

L’Italia nel suo insieme una specie di prisma, nel quale sembrano riflettersi tutti i paesaggi del Terra, facendo atto di presenza in proporzioni moderate e armonizzandosi l’un l’altro.”

Qui abbiamo l’esempio più integro di quel paesaggio medio, dolce, senza mollezza, equilibrato, moderato, quasi che l’uomo stesso ne avesse fornito il disegno.”

L’Italia, con i suoi paesaggi, è un distillato del mondo. Le Marche dell’Italia.

Un viaggio nelle Marche, non frettoloso, porta a vedere meraviglie.”

Perché un cliente dovrebbe scegliere noi?

Perché un cliente dovrebbe acquistare il nostro prodotto/servizio? Perché da noi piuttosto che da un concorrente?

 

Conoscere le risposte a queste domande può determinare il successo o l’insuccesso di un progetto d’impresa, e possono essere anche il biglietto da visita dell’impresa stessa.

Perché le risposte a queste domande sono le promesse che un imprenditore fa ai propri clienti, quindi, sono una “proposta di valore”.

Per cui se la motivazione per cui un cliente acquista un prodotto o un servizio è la soddisfazione di un bisogno, la realizzazione di un desiderio o la risoluzione di un problema, una “proposta di valore” dovrebbe chiaramente descrivere come il nostro prodotto o servizio soddisfa le esigenze del cliente.

La nostra proposta di valore deve comunicare in modo chiaro e conciso come il nostro prodotto o servizio costituisce la soddisfazione di un bisogno, o la realizzazione di un desiderio, o la risoluzione di un problema di un cliente, e anche, come ci distinguiamo dal resto del mercato e dai concorrenti.

 

Se il cliente ha bisogno di pensare per scegliere quale può essere la migliore soluzione per le sue esigenze, la nostra proposta di valore deve aiutarlo a scegliere il nostro prodotto/servizio.

 

La proposta di valore deve rappresentare in modo chiaro, comprensibile ed efficace la nostra attività, definire i punti di forza e l’importanza del prodotto o del servizio, ma soprattutto deve far percepire come e in che modo i nostri prodotti e servizi potrebbero risolvere in modo soddisfacente le esigenze del cliente.

 

Come creare una proposta di valore?

 

Una efficace proposta di valore può essere creata rispondendo alle seguenti domande:

  1. A quale tipo di clientela ci rivolgiamo? Quali sono le caratteristiche dei nostri clienti?
  2. Quali sono i desideri, i problemi o i bisogni dei nostri clienti? Con che linguaggio li descrivono? Quali parole usano?
  3. Quali sono i benefici o i vantaggi che offriamo ai nostri clienti? A quale problema forniamo una soluzione?
  4. Quali sono i punti di forza del nostro prodotto rispetto alla concorrenza? Quali sono i nostri elementi di differenziazione?

Con un breve testo, scritto in modo chiaro e comprensibile, dobbiamo riuscire a rispondere a queste domande.

Con un breve testo dobbiamo catturare l’attenzione del potenziale cliente e differenziarci dai nostri competitori.

Quindi, perché un cliente dovrebbe scegliere noi? Perché la nostra proposta di valore è una chiara promessa data al cliente che il nostro prodotto/servizio è la migliore soluzione per le sue esigenze.

Piergiorgio Cianitto

Come trovare l’idea giusta

Ognuno di noi ha dei bisogni che vuole soddisfare, dei desideri da realizzare, e purtroppo, anche dei problemi da risolvere.

Trovare un prodotto o servizio che soddisfa un nostro bisogno, oppure che realizza un nostro desiderio, o anche, che risolve un nostro problema, significa trovare l’idea giusta.

Perché, se un prodotto può essere utile per risolvere un nostro problema, lo stesso prodotto può essere utile anche agli altri, che hanno a che fare con lo stesso problema.

Affinché un’idea diventi un prodotto o un servizio, utile a noi e agli altri, deve essere tradotta in un progetto d’impresa.

Citando un aforisma di Thomas Alva Edison (inventore ed imprenditore statunitense)

Il valore di un’idea sta nel metterla in pratica.

Ma anche la difficoltà di un’idea sta nel metterla in pratica, in quanto, per poter costruire un progetto di impresa, l’idea deve essere fattibile e sostenibile.

Ciò significa: possedere le competenze, le esperienze, le abilità e le capacità utili per poter realizzare il nostro prodotto o servizio, nonché le risorse economico – finanziarie necessarie per costruire il progetto.

Avere delle passioni, degli hobby, delle competenze professionali o delle esperienze di lavoro, sono elementi che ci aiutano a trovare la nostra idea di impresa, o meglio, ci aiutano a selezionare i prodotti o i servizi che siamo in grado di realizzare, in base alle nostre competenze.

Conoscere, invece, i bisogni, i desideri e i problemi nostri e degli altri, ci aiuta a capire quale delle nostre idee sviluppare, in quanto incontra i gusti dei potenziali clienti.

Uno strumento fondamentale per lo sviluppo di un’idea imprenditoriale è l’analisi di mercato, la quale si compone tipicamente di due fasi: l’analisi della domanda e l’analisi dell’offerta.

Attraverso l’analisi della domanda, cerchiamo di comprendere le caratteristiche del mercato di riferimento: quindi lo scopo principale è capire chi sono e come si comportano i potenziali clienti interessati al nostro prodotto o servizio.

Attraverso, invece, l’analisi dell’offerta, cerchiamo di comprendere l’offerta già presente nel mercato di riferimento per lo stesso prodotto o servizio. Quindi cerchiamo di capire il posizionamento ed il comportamento della concorrenza.

Quindi, l’obiettivo dell’analisi di mercato è permetterci di avere la consapevolezza delle opportunità che il mercato ci riserva, e nello stesso tempo, di conoscere i suoi possibili rischi.

Piergiorgio Cianitto

Adriatico: un mare da amare

Sapete quali sono gli effetti benefici del mare?

Guardare il mare fa bene a mente e corpo, sia d’estate che nelle altre stagioni dell’anno.

L’immensità del mare, il rumore delle onde e l’odore della salsedine, regalano uno stato di tranquillità e una sensazione di benessere, tali da eliminare lo stress e migliorare il nostro umore.

Andare in spiaggia stimola la nostra creatività e ci aiuta ad essere più concentrati: le idee riescono a fluire in modo più libero, come fossero magie.

Dopo una passeggiata sulla spiaggia si ritorna rigenerati.

Praticare un’attività fisica in riva al mare, oltre a migliorare l’umore, dona tonicità ed elasticità al corpo e migliora anche la respirazione.

Per restare in forma e rilassare mente e corpo, andare al mare è il miglior regalo che possiamo farci.

Il territorio Fermano significa anche lungomare, 25 chilometri di costa, spiagge curate e fondali quasi sempre bassi.

La riviera Fermana con le sue spiagge di sabbia e ghiaia, le piste ciclabili e le aree attrezzate per lo sport, è il posto ideale per passeggiate a piedi o in bicicletta e per praticare diversi sport all’aria aperta.

Con i numerosi stabilimenti balneari, i ristoranti, dove si può ascoltare la musica e ballare, è il posto ideale dove si possono mangiare ottime e fresche specialità di pesce.

Si può partire da Porto Sant’Elpidio, all’ombra di una verdeggiante pineta secolare, e una lunga pista ciclabile che corre parallela ad una lunga fila di palme, ed una spiaggia di ghiaia e sabbia lunga oltre sette chilometri.

Per arrivare a Lido di fermo e Porto San Giorgio, belle località balneari, dalla spiaggia di sabbia finissima e dai fondali marini bassi e protetti da scogliere artificiali: che hanno l’obiettivo di mitigare l’azione erosiva da parte del mare.

Si raggiunge il porto di Porto San Giorgio, che è tra i più grandi della costa, per poi attraversare Marina di Altidona, con un’ampia spiaggia mista ciottoli e sabbia, e percorsa da una comoda pista ciclabile.

Per poi arrivare a Pedaso, caratterizzato da un litorale di sabbia e ghiaia, dove grazie alla trasparenza dell’acqua, ricca di flora e fauna marina, si possono fare delle immersione e praticare sport subacquei.

Quindi, per chi cerca il divertimento, ma anche il relax ed il benessere, per chi ama il mare o anche praticare lo sport all’aria aperta, ma soprattutto per chi ama assaporare dell’ottima cucina, la riviera fermana è l’ideale dove trascorrere la propria vita.

Piergiorgio Cianitto

Distretto delle Calzature Fermano-Maceratese

Cos’è un distretto industriale?

Il distretto industriale (dal Dizionario di economia e finanza – Treccani) è “un sistema produttivo costituito da un insieme di imprese, prevalentemente di piccole e medie dimensioni, caratterizzate da una tendenza all’integrazione orizzontale e verticale e alla specializzazione produttiva, in genere concentrate in un determinato territorio e legate da una comune esperienza storica, sociale, economica e culturale.”

Il distretto delle calzature si colloca tra le province di Fermo e Macerata.

Nel distretto prevalgono tre poli produttivi diversamente specializzati per prodotto: la zona di Porto Sant’Elpidio e Civitanova Marche, dove vengono realizzate calzature da donna, la zona di Monte Urano, dove è particolarmente accentuata la produzione di scarpe da bambino, e la zona di Montegranaro specializzata nella produzione di scarpe da uomo.

Tra le province di fermo e macerata si producono le migliori calzature del mondo, grazie soprattutto alle piccole e medie imprese che lavorano con la cura e nel rispetto delle antiche tradizioni artigiane.

Questo distretto rappresenta il Made in Italy nel Mondo, ed è la sede della produzione di calzature di famose “griffe” come Loriblu, Tod’s, Hogan, Bikkembergs, Cesare Paciotti e tanti altri.

Il distretto è formato da poche grandi aziende e da moltissime piccole e medie imprese concentrate su un numero ristretto di fasi produttive, che spesso lavorano in subfornitura per la realizzazione di una determinata fase del processo produttive, con un elevato livello di specializzazione.

I turisti che visitano il territorio Fermano e Maceratese, hanno la possibilità di visitare i laboratori artigiani e di vedere direttamente in fabbrica come si realizzano le scarpe.

Mentre i più curiosi possono visitare il Museo della Calzatura a Sant’Elpidio a Mare, dove è illustrata la storia delle calzature, dai primi approcci medioevali alle produzioni più recenti.

 

Poi, negli Outlet e negli spacci aziendali possono trovare ed acquistare calzature di tutti i generi (donna – uomo – bambino) vendute direttamente dai produttori a prezzi di fabbrica.

Piergiorgio Cianitto

Dal mistero della Sibilla alla magia del mare Adriatico

Il Fermano: dove nascono i distretti della calzatura e del cappello.

Il Fermano è un territorio che si sviluppa dal fiume Aso al fiume Chienti, dalla costa del mare Adriatico alla catena dei Sibillini, dove il monte Priora e il monte Sibilla sono fra le cime più alte dell’Appennino umbro-marchigiano.

Il Fermano è un piccolo territorio ma con una grande fama.

Qui vengono prodotti scarpe e cappelli di altissima qualità venduti nei negozi di tutto il mondo.

Qui nei distretti della scarpa e del cappello, i manufatti rispecchiano il genio e la creatività degli artigiani fermani.

Come nascono i distretti produttivi della scarpa e del cappello?

Quale è il segreto della creatività degli artigiani fermani?

La leggenda narra che in prossimità della cima del Monte Sibilla, c’era una grotta, dove la Sibilla, fata saggia e benevola, viveva in una splendida reggia sotterranea, circondata da preziosi tesori e da ancelle (fate) dalla bellezza incantatrice.

La grotta, difficilmente raggiungibile, era protetta da draghi dagli occhi fiammeggianti.

Le ancelle, tuttavia, avevano dei contatti con l’essere umano, di notte scendevano a valle per insegnare alle giovani la filatura della lana e altri mestieri, e per danzare il saltarello con i giovani pastori.

Certamente, anche la leggenda è frutto della fantasia e della creatività popolare fermana, ma è altrettanto vero che il fascino dei panorami montani e l’atmosfera sospesa tra storia e leggenda, dei monti Sibillini, incantano e conquistano qualsiasi visitatore.

E comunque sia il distretto della scarpa che il distretto del cappello hanno origini antichissime.

Le prime produzioni di calzature risalgono al XV secolo. All’epoca si producevano le Chiochiere, cioè pianelle di stoffa o pelle, prive di tacco.

Invece, l’avvio della produzione di scarpe avvenne nel 1870 con l’introduzione della macchina a pedale per cucire le tomaie. Ma è solamente alla fine degli anni ’60 del secolo scorso che inizia la produzione industriale delle calzature, offrendo prodotti stilisticamente e qualitativamente apprezzabili.

La maestria con la quale viene realizzata e il rispetto delle antiche tradizionali costruzioni artigianali, rendono unica e originale una scarpa realizzata nel fermano.

La creatività significa dar vita a qualcosa di nuovo, creare prodotti nuovi e originali, assemblando elementi già noti e conosciuti.

E’ così che sin dal settecento, i coltivatori del grano, nel periodo invernale, quando non potevano dedicarsi al lavoro dei campi, impegnavano il loro tempo ad intrecciare e a cucire la paglia.

Attività che portò alla realizzazione dei primi cappelli di paglia.

Nel corso del tempo, le tecniche antiche di produzione sono state perfezionate ed industrializzate, permettendo a Montappone ed ai paesi limitrofi di diventare il primo centro italiano per la produzione del cappello.

Il fermano è famoso per i manufatti artigiani, prodotti con la stessa cura che veniva usata un tempo, nel rispetto delle antiche tradizioni.

Cosa c’è di meglio di un viaggio alla scoperta delle tradizioni popolari fermane?

Comunque, la creatività va stimolata e la prima dote necessaria alla creatività è l’immaginazione.

Se puoi sognarlo puoi farlo” disse Walt Disney.

E se c’è qualcosa capace di stimolare la creatività con la capacità di rilassare la mente, a volte fonte di ispirazione ed immaginazione, questo è il mare.

Il Mare Adriatico è sempre stato ammirato e rispettato, anche da grandi scrittori e poeti.

Il naufragar m’è dolce in questo mare”.

Perché il Mare che bagna le coste marchigiane e quindi del fermano produce una sensazione di benessere ed ha la capacità di rilassare la mente.

Ed è proprio grazie a questo stato di tranquillità e benessere che la mente riesce ad elaborare idee creative, originali e brillanti.

Quindi: Il fermano = fonte di ispirazione, di creatività e di benessere, luogo ideale da vedere e da vivere.

Piergiorgio Cianitto

Il momento giusto per iniziare

Aprire una nuova attività imprenditoriale significa trasformare idee e passioni in un progetto di impresa, mettendosi in gioco, con spirito d’iniziativa, forza di volontà e soprattutto con molta creatività.

Una delle difficoltà più grandi che troviamo nella realizzazione del nostro progetto è rappresentata dalla scelta del momento giusto per iniziare.

E spesso tendiamo a procrastinare, spostando tutto a data da definirsi…

Purtroppo la crisi economica degli ultimi anni ha cambiato il mondo del lavoro, generando disoccupazione e molta precarietà, e ogni giorno ci accorgiamo che dobbiamo cambiare mentalità e approccio nei confronti del lavoro.

Dobbiamo passare dal “cerco un lavoro” al “mi creo un lavoro”.

E allora, quale è il momento giusto per aprire una attività?

La risposta è che non esiste un momento giusto per fare le cose, l’unico momento giusto è adesso.

Il mio motto è: “Ogni alba porta con se un nuovo giorno, un inizio, il momento giusto per cominciare.”

Tra le più belle frasi e citazioni del Dalai Lama ce n’è una che mi piace molto ricordare : “Ci sono solo due giorni all’anno in cui non puoi fare niente: uno si chiama ieri, l’altro si chiama domani, perciò oggi è il giorno giusto per amare, credere, fare e, principalmente, vivere.”

E come scrisse Napoleon Hill in Pensa e arricchisci te stesso: “Molti di noi passano la vita come dei falliti, perché siamo in attesa del ‘momento giusto’ per iniziare a fare qualcosa di utile.

Non aspettare. Il momento non potrà mai essere quello ‘giusto’.

Inizia dove ti trovi, e lavora con qualsiasi strumento tu possa avere a disposizione, e troverai migliori strumenti mentre stai proseguendo.”

Purtroppo il contesto in cui viviamo non è favorevole alla nascita di nuove imprese, e le condizioni che pensiamo debbano esserci non ci sono.

Ma volendo ricordare una delle più belle frasi di Mahatma Gandhi:

La vita non è aspettare che passi la tempesta, ma imparare a ballare sotto la pioggia.”

Quindi, perché fare impresa adesso?

° senza nessun segnale di ripresa economica;

° senza aspettare che passi la crisi;

° senza aspettare che l’ambiente sia favorevole al nuovo progetto;

° senza i finanziamenti necessari ad aprire una nuova attività;

° Senza aspettare il “famoso” momento giusto.

Perché fare impresa risponde alle nostre motivazioni più profonde:

  1. Creare un nostro lavoro;
  2. Trasformare le nostre passioni in lavoro;
  3. Realizzare la nostra idea di impresa;
  4. Valorizzare le nostre competenze e professionalità;
  5. La soddisfazione di creare qualcosa di nuovo;
  6. Mettersi in gioco;
  7. Affrontare nuove sfide.

Quindi prendiamo carta e penna e iniziamo a descrivere le nostre motivazioni, le nostre passioni, le nostre competenze e professionalità, ma soprattutto iniziamo a costruire il nostro futuro, il nostro progetto di impresa.

Buon giorno momento giusto, adesso puoi arrivare.      

Piergiorgio Cianitto